Ernia del disco cervicale / Protrusione cervicale

ERNIA CONTENUTA cervicale che comprime il midollo pinaleL’ernia del disco cervicale, come quella lombare, è  conseguenza di una pre-esistente  Degenerazione del disco, malattia cronica ed irreversibile che usura il disco.
Di conseguenza il disco  può sfiancarsi (ernia contenuta) o lacerarsi lasciando fuoriuscire nel canale  vertebrale parte del nucleo (ernia espulsa).

 

Protrusione=forma iniziale di ernia contenuta.

Disco degenerato ed ernia  non solo sono indeboliti e mal funzionanti, sono anche infiammati e dolenti poiché contengono grandi quantità di sostanze algogene: si può avere quindi dolore cervicale  anche in assenza di interessamento delle strutture nervose.

ERNIA ESPULSA

Se l’ernia è vicina ad una radice nervosa e propaga le sue sostanze irritanti o se addirittura la comprime si avrà una cervico-brachialgia e cioè un dolore che dal collo si irradia verso l’arto superiore.

Oltre ad una radice nervosa un’ernia cervicale può comprimere anche il midollo spinale, provocando disturbi di moto e di senso son solo agli arti superiori ma anche a quelli inferiori.
Sono descritti casi di paraplegia acuta da ernie cervicali massive ed acute di solito a genesi traumatica.

Combinazioni frequenti :
Ernia cervicale + ernia lombare
Ernia cervicale + stenosi del canale cervicale
Ernia cervicale + artrosi cervicale

Il trauma, quando precede lo scoppio di un’ernia del disco, è, di regola, solo un fattore precipitante. Ernie traumatiche pure sono rare. Possono verificarsi ad esempio a seguito di u colpo di frusta violento.

 

Sintomi più comuni

1.Dolore al collo o cervicalgia. 

E’ il sintomo più costante. Può essere acuto o a lenta evoluzione, episodico o continuo. Spesso nella storia ricorrono episodi violenti di blocchi dolorosi cervicali o di torcicollo in concomitanza di piccole lacerazioni dell’anello da cui poi si formerà un’ernia vera e propria.

Dolore cervicale e torcicollo non sono sintomi esclusivi di un’ernia del disco. Altre patologie possono presentarli, ad esempio artrosi, stenosi del canale, instabilità vertebrale, spondilolistesi, problemi muscolari.mal di schiena e collo

 

  1. Cervico-brachialgia. 

E’ un dolore che dal collo s’irradia verso l’arto superiore e si ha quando l’ernia entra in contatto con una radice nervosa, la irrita e la comprime.

A seconda della radice interessata vi è una precisa distribuzione del dolore.Dermatomeri arto superiore

Caratteristicamente, ma non obbligatoriamente, , una cervicalgia o una cervico-brachialgia da ernia del disco cervicale  si presenta al mattino, al risveglio, senza precedenti significativi e tantomeno traumatici.

In certi casi il dolore al collo e al braccio può essere violentissimo e durare anche parecchi  giorni, impedendo il sonno e costringendo ad assumere posizioni particolari per attenuare il dolore. Talora,ad esempio, il paziente riesce ad attenute il dolore portando la mano dietro la nuca, o dormendo in piedi o seduto a collo eretto.

3. Possibili anche :
parestesie e perdita di forza a un arto superiore, debolezza arti inferiori (quando l’ernia comprime il midollo cervicale), scossa elettrica lungo la schiena nei movimenti di estensione del collo, dolore al torace come in un infarto cardiaco, dolore posteriore tra le scapole o alla punta di una scapola, disturbi genito-urinari.

 

Diagnosi

E’ indispensabile una visita specialistica seguita da appropriati esami. (TAC, Risonanza M., EMG).

Non è consigliabile ed economico fare esami a caso

 

Trattamenti (orientamenti)

Alcune ernie migliorano spontaneamente  o con trattamenti conservativi come

  • Collare
  • Farmaci (Cortisone, Fans, miorilassanti)
  • Trattamenti fisici (massaggi, trazioni leggere)
  • Riduzione fattori di rischio (fumo, correzione posizioni viziate, ecc.).

In prima istanza, quindi, con eccezioni valutabili da un esperto, il trattamento dovrebbe  essere conservativo.

In fase acuta molta prudenza deve aversi nell’eseguire trattamenti fisici, come manipolazioni, stiramenti,ecc.

L’ipotesi di un trattamento chirurgico (Mini-invasivo o Chirurgico) si pone per quei casi in cui i trattamenti conservativi si dimostrano inefficaci e incidono sulla qualità di vita o sulla capacità lavorativa  del soggetto . La presenza di sintomi neurologici come dolore irradiato ad un arto superiore, una diminuzione di forza ad un arto e, in particolare, la loro progressività,  è un ulteriore elemento favore di un trattamento chirurgico.

 

Trattamenti mini-invasivi

  • Discectomia percutanea (mini-invasiva)  
    DISCECTOMIA PERCUTANEA MINI-INVASIVA

https://www.youtube.com/watch?v=MZLocncorVg

DISCECTOMIA PERCUTANEA MINI-INVASIVA

Consiste nello svuotamento parziale del disco e conseguente retrazione dell’ernia, mediante  sottilissimo ago armato di una vite senza fine inserito nel disco in anestesia locale. Rischi vicini allo zero. Anestesia locale. 15 minuti .Risultati positivi 50 % circa. Ripetibile.

In genere però questi trattamenti mini-invasivi  vengono poco usati per le ernie cervicali, molto di più per quelle lombari, data la vicinanza del midollo spinale.

 

Chirurgia

  • Micro-discectomia

La micro-discectomia e cioè l’asportazione dell’ernia  e lo svuotamento massimo possibile del disco, è  l’intervento di elezione per le forme di ernia cervicale invalidanti e ribelli a trattamenti conservativi.

La micro-discectomia si esegue abitualmente attraverso una piccola incisione alla base del collo. E’ necessario l’uso di un microscopio operatorio.

La micro-discectomia viene abitualmente completata dall’impianto di una protesi disco con l’obbiettivo di ottenere una fusione tra le due vertebre e ridurre così  il rischio di recidiva e quello di instabilità

L’intervento dura circa un’ora e si esegue in anestesia generale. Molti pazienti possono lasciare l’Ospedale già a 12 ore dall’intervento. La convalescenza dura mediamente un mese.

L’intervento per ernia del disco cervicale è un intervento molto delicato. Il pericolo maggiore è quello di un danno al midollo spinale.

Possibili complicanze sono tutte quelle connesse alla chirurgia vertebrale : incrementi del danno neurologico (in genere transitorio), fistola liquorale, infezione, ematoma, spostamento della protesi e traumatismo del nervo ricorrente. Complessivamente le complicanze non superano l’1% e comunque prima di effettuare un intervento va ben valutato, insieme al paziente,  il rapporto rischio/beneficio. Non esiste intervento senza rischi, ma l’esperienza ed il buon senso del neurochirurgo che opera, sono fondamentali ai fini del risultato e dell’abbassamento dei rischi.

I risultati di un intervento per ernia del disco cervicale sono mediamente eccellenti riguardo al sintomo dolore. I risultati rispetto ai sintomi neurologici (paresi, paralisi ecc.) sono in rapporto con la durata pre-operatoria e l’entità degli stessi.

 

 

Ernia disco cervicale C6-C7 RM

Ernia disco cervicale C6-C7 . Risonanza magnetica. “M” Midollo cervicale schiacciato

Ernia disco cervicale. Post operatorio. Discectomia+ protesi

Ernia disco cervicale. Post operatorio. Discectomia+ protesi

Caro professore la volevo ringraziare  per avermi cambiato la vita da quando  decise di operarmi cosa che nessun'altro si prendeva questa responsabilità . Grazie a lei non prendono più antidolorifici  il quale prima dell'operazione mi sono intossicato  er ben otto mesi ......la saluto e grazie ancora. Bretti-Francesco-ernia-disco-cervicale-2016

Caro professore la volevo ringraziare
per avermi cambiato la vita da quando
decise di operarmi cosa che nessun’altro si prendeva questa responsabilità .
Grazie a lei non prendono più antidolorifici
il quale prima dell’operazione mi sono intossicato
er ben otto mesi ……la saluto e grazie ancora.
Bretti-Francesco-ernia-disco-cervicale-2016

 

 Prof. Domenico Gambacorta. Neurochirurgo. Siena

dgambacorta39@gmail.com

Tel 0577 287835