Recidiva ernia del disco

La recidiva di un’ernia del disco operata si osserva nel 3-10% dei casi, a seconda delle statistiche e del follow-up.

Si ritiene che la causa maggiore di recidiva sia legata alla ricrescita del disco degenerato. Va ricordato che con la discectomia il disco viene asportato non totalmente “sin dove possibile senza rischio” per preservare l’integrità del paziente e che quindi le recidive precoci non sono sorprendenti e quasi mai imputabili al chirurgo).

Il picco di recidive si ha intorno ai 10 anni dopo l’intervento.

L’effettuazione sistematica di artrodesi dopo la discetomia tende ad abbassare decisamente l’incidenza di recidiva.

Alcune recidive sono precoci (giorni-settimane) e sono dovute a ri-erniazione di frammenti che non si sono potuti asportare all’intervento.

La recidiva tardiva è di regola accompagnata da cicatrice post-operatoria che moltiplica gli effetti della recidiva.

Indagini

E’ utile una RM o una TAC con mezzo di contrasto per distinguere l’ernia recidiva dalla cicatrice post-operatoria. (la prima non si impregna, la cicatrice si impregna)

Trattamenti

Le linee guida di trattamento sono le stesse indicate per le ernie vergini e cioè (opzioni di trattamento)

 

Trattamenti conservativi 

1. Riduzione fattori di rischio (sovrappeso, fumo, protratte posture viziate)

2. Riposo per qualche giorno

3. Busto o collare

4. Farmaci anti-infiammatori e antidolorifici in fase acuta

5. Terapie fisiche, tra le quali , chiroterapia, osteopatia, fisioterapie, agopuntura. Scegliere sempre su consiglio di un esperto.

 

Trattamenti mini-invasivi

1. Infiltrazioni epidurali di anestetico e cortisonico. Riducono la componente infiammatoria e il gonfiore del nervo irritato e compresso.

2. Iniezioni intraforaminali e cioè direttamente sul nervo irritato e compresso, di anestetico e cortisonico

3. Iniezioni intradiscali (dentro il disco) di anestetico e cortisonico

4. Discectomia percutanea (mini-invasiva).
Consiste nello svuotamento parziale del disco e conseguente detrazione dell’ernia, mediante  sottilissimo ago armato di una vite senza fine inserito nel disco in anestesia locale. Rischi vicini allo zero. Risultati positivi 70 % circa. Ripetibile.

DISCECTOMIA PERCUTANEA MINI-INVASIVA L'animazione mostra la diminuzione di volume del nucleo discale e del'ernia mediante ago-cannula sottilissimo.

DISCECTOMIA PERCUTANEA MINI-INVASIVA
Svuotamento nucleo e riduzione ernia  mediante ago-cannulRischio vicino allo zero.Rischi vicini allo zeroAmbulatoriale Durata 15 minuti circa.

 

 

 

Chirurgia

Micro-discectomia
E’ il trattamento chirurgico principe per le ernie del disco invalidanti e resistenti a trattamento non chirurgico adeguato condotto per un periodo di 3 mesi.

La micro-discectomia è un intervento chirurgico  eseguito, oramai di routine, attraverso un microscopio operatorio per avere una eccellente visione e quindi un rischio di traumatismo nervoso e complicanze  minore.

Consiste nell’asportazione sub totale (“sin dove possibile senza rischio” ) dell’ernia e del disco.

MICRO-DISCECTOMIA Micro apertura del canale lombare e l'asportazione di un'ernia espulsa

MICRO-DISCECTOMIA
Micro apertura del canale lombare e l’asportazione di un’ernia espulsa

- Durata 2 ore

- Risultati immediati positivi intorno al 70%

- Rischi maggiori
a. quelli comuni a tutti gli interventi chirurgici (emorragie, infezioni, exitus).
b. Comparsa, persistenza o aggravamento di deficit neurologici (paresi, paralisi) in genere in Pazienti con storie molto lunghe)
c. Cicatrice operatoria
d. Fistola liquorale
e. Instabilità vertebrale (molto frequente).

L’instabilità vertebrale è dovuta all’asportazione del disco che funge non solo da ammortizzatore elastico ma anche da “giunto elastico” che assicura il corretto allineamento delle vertebre durante i movimenti. La prevenzione di questa complicanza consiste nell’artrodesi e cioè nella fusione tra le due vertebra, fusione che si ottiene mediante l’inserimento, al posto del disco, di cunei di osso o, meglio ancora di gabbiette (cages) riempite di osso che non solo facilitano la fusione ma preservano l’altezza dello spazio, la pervietà dei forami di coniugazione e ostacolano la fonazione di recidive.

 

 

TESTIMONIANZA “Natascia Kociuba”

Natasha Kociuba“Prof. Gambacorta è un neurochirurgo eccellente, abilissimo nel risolvere situazioni difficili e dolorose. Lo stimo molto, ho assoluta fiducia cieca in lui. Sono stata operata due volte da lui, nel 2009 L5-S1 e recentemente C5-C6, sono senza dolore e vorrei incoraggiare chiunque soffra di queste patologie di rivolgersi tranquillamente a questa persona speciale, non solo a livello professionale ma anche umanamente di spessore.”