Stenosi del canale vertebrale / Artrosi

La stenosi del canale vertebrale è un’epidemia nascosta, dovuta nel 90% dei casi all’artrosi vertebrale. Colpisce quindi particolarmente le persone anziane, in cui è la prima causa di disturbi dell’andatura. Le forme progressive o quelle trascurate possono anche condurre a conseguenze gravissime e irreversibili.
Stenosi significa restringimento del canale vertebrale con conseguente strozzatura delle strutture nevose – e dei loro vasi satelliti – che corrono dentro la colonna

 

Auguri a F.M. di 85 anni che dopo un intervento microchirurgico ha ricominciato a fare i suoi 5-10 Km. dipasseggiata al giorno. Qui mentre si alza nel giorno successivo all'intervento micro-chirurgico.

Auguri a F.M. di 85 anni che dopo un intervento microchirurgico ha ricominciato a fare i suoi 5-10 Km. di passeggiata al giorno.
Qui mentre si alza nel giorno successivo all’intervento micro-chirurgico.

 

Cause comuni di stenosi del canale vertebrale

  1. Artrosi vertebrale (90% dei casi)
  2. Ernie e protrusioni del disco
  3. Spondilolistesi
  4. Cicatrici e aderenze epidurali,
  5. Fratture vertebrali
  6. Tumori vertebrali,
  7. Malformazioni
  8. Scoliosi
  9. Altre

Più cause, ad esempio artrosi ed ernia del disco, possono associarsi.

 

Fattori aggravanti 

Ipertensione, diabete, sovrappeso, fumo di sigaretta, arteriosclerosi, .

Età

Stenosi Lombare circoscritta. Il canale vertebrale (bianco. Frecce blu) è nettamente ristretto a livello della vertebre lombari 4 e 5 (Freccia Rossa)

Stenosi Lombare circoscritta.
Il canale vertebrale (bianco. Frecce blu) è nettamente ristretto a livello della vertebre lombari 4 e 5 (Freccia Rossa)

Dato che la stenosi è dovuta nella maggior  parte dei casi all’artrosi vertebrale, l’età più colpita risulta quella avanzata. (60 e oltre)

Sintomi  frequenti

Mal di schiena

Blocchi dolorosi cervicali o lombari a sec. sede.

Sciatica nelle forme lombari .

Cervico-brachialgia nelle forme cervicali.

Stanchezza iniziale agli arti inferiori o a quelli superiori e poi vere e proprie paresi (mancanza di forza)

Difficoltàdi andatura. Le difficoltà di andatura possono essere dovute al dolore o anche  disturbi di forza e di sensibilità agli arti inferiori 

Un tipico   disturbo di andatura in questa malattia è la  “claudicatio intermittens spinale o neurogena”, caratterizzata dal fatto che il Paziente percorsi  alcuni metri deve fermarsi per la comparsa di dolore e mancanza di forza agli arti inferiori. Fa una sosta di qualche minuto, eventualmente si accovaccia o si siede, e poi riparte e così via.  Col tempo le soste diventano sempre più frequenti e lunghe, sino a rendere quasi impossibile la marcia. Il paziente allora rinuncia a camminare si rinchiude in casa e, spessissimo, aumenta di peso, aggravando in tal modo la situazione.

Altri possibili sintomi: Disturbi genito-urinari-rettali  (disturbi erettili, incontinenza urinaria e fecale )

Diagnosi


Non si dirà mai abbastanza sulla necessità inderogabile di una diagnosi precoce e di un trattamento tempestivo ed adeguato (senza perder tempo con trattamenti chiaramente inefficaci)  per intraprendere un trattamento tempestivo e adeguato.

La diagnosi e la scelta del trattamento possono essere difficili. Per questo e prima che sia troppo tardi è indispensabile consultare un esperto della schiena.

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Esperto della schiena è un medico specialista che

> Si dedica prevalentemente allo studio, alla diagnosi e alla cura di patologie vertebrali.
> Possiede vaste nozioni di patologie neurologiche
> Possiede un’esperienza specifica maturata in anni di lavoro ed una documentabile e significativa casistica.
> Ascolta e visita il Paziente con cura e interpreta lastre, RM e TAC> Spiega con chiarezza il problema: cause, conseguenze, possibiliTà di trattamento. Pro e contro dei trattamenti.

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Trattamenti

In questo paragrafo ci si riferisce in particolare alle stenosi artrosiche.

Le opzioni di trattamento sono diverse e possono variare da caso a caso.  Talora è necessaria una combinazione di trattamenti  (ad esempio chirurgia + fisioterapia).

La tempestività e l’adeguatezza del trattamento sono elementi decisivi per il risultato.

Trattamenti conservativi 

  1. Correzione  fattori di rischio in particolare sovrappeso, ipertensione e diabete.
  2. Riposo in fasi acute, altrimenti camminare il più possibile .
  3. Farmaci anti-infiammatori ed antidolorifici , busto o collare
  4. Ginnastica di rinforzo muscolare
  5. Trattamenti fisici (Fisioterapia, osteopatia, chiropatratica, agopuntur, ecc.)

Trattamenti mini-invasivi.


  1. Infiltrazioni di anestetici e cortisone (epidurali, foraminali , intradiscali, delle faccette articolari)
  2. Discectomia percutanea Mini-invasiva (Dekompressor) se la stenosi èsia dovuta prevalentemente ad ernie del disco.
  3. Distanziatori interspinosi preferibilmente elastici.
  4. Stabilizzazione cioè fusione (artrodesi) percutanea in certi casi di stenosi da spondilolistesi.

Chirurgia

La chirurgia può avere eccellenti risultati se effettuata tempestivamente e adeguatamente

  1. Decompressione vertebrale e cioè allargamento del canale mediante eliminazione massima possibile delle cause di compressione nervosa e quindi e liberazione delle strutture nervose compresse.
    La decompressione deve essere effettuata con microscopio operatorio per ridurre il rischio di lesioni nervose.
    Complicanza possibile di una decompressione è l’instabilità vertebrale. Per questo  una decompressione viene abitualmente completata da una stabilizzazione.
  2. Stabilizzazione cioè fusione tra loro (artrodesi) dei segmenti vertebrali decompressi. 

 

Decompresione secondo Senegas

Decompresione del canale vertebrale                             secondo Senegas

 

Tipi di stabilizzazione

Stabilizzazione Intersomatica

Stabilizzazione Intersomatica

 

Stabilizzazione Transpeduncolare

Stabilizzazione Transpeduncolare

stabilizzazione interspinosa

Stabilizzazione interspinosa